Posts Tagged "libera professione"

[ MARTEDI’ ] Incontro Professione 03/03 dalle ore 19:00 – Prenotazione Obbligatoria!

Ricordiamo ai soci che la prenotazione è obbligatoria

 

 

Ricordiamo ai soci che

mar 03/03 dalle h19:00

E' confermato, presso la nostra sede in
Via Pinerolo 3 (00182 - Roma), il consueto incontro dedicato alla Libera Professione.

Saranno presenti:

Dott. Carlo Cacciotti: Commercialista

Dott. FT Piero Ferrante: Resp. AIFI Lazio per la LP e Vice Presidente AIFI Lazio
Dott. FT Mauro Tavarnelli: Resp. società L'Ergonomica SRL esperta in studi di fattibilità

L'incontro è riservato ai soli soci AIFI Lazio ed è completamente gratuito.

I colleghi sono a disposizione per chiarire ed approfondire problematiche e dubbi in merito alla Libera Professione nell'ambito fisioterapico.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

(! IMPORTANTE ! : Qualora non si raggiunga il numero minimo di partecipanti l'incontro sarà rimandato al prossimo mese)

COMPILA IL FORM SOTTOSTANTE PER PRENOTARE:

 

 

 

LUN LP - Compilare il form per confermare la partecipazine

8 + 10 =

Learn More

L’utilizzo dei documenti minimi per la libera professione

Il Regolamento UE 2016/679 relativo alla protezione dei dati personali sarà direttamente applicabile negli Stati membri a partire dal 25 maggio 2018. Abbiamo quindi pensato di aggiornare i documenti minimi per la libera professione particolarmente relativi al consenso al trattamento dei dati e alla informativa, cui seguiranno le indicazioni per il documento di programmazione ed il registro dei trattamenti.

Il nuovo Regolamento pone attenzione su tre elementi rilevanti: il tema della responsabilità nel trattamento dati, con specifica individuazione del responsabile (che nel caso degli studi professionali è il titolare), il tema dei limiti all’utilizzo dei dati e dei diritti del cittadino al corretto trattamento, specifiche procedure per istituzioni e grandi imprese.

Gli studi professionali, indipendentemente dalla loro dimensione, dalla struttura e dall’area di attività dovranno adeguarsi alla nuova normativa, anche se va subito evidenziato che la disciplina, anche complessa, è diretta particolarmente ad istituzioni e grandi società che trattano massivamente dati personali.

Il fisioterapista nell’esercizio delle sue funzioni ha accesso a dati che sono, per loro natura, particolarmente sensibili: essi possono infatti riguardare la salute, l’orientamento sessuale, situazione familiare, dati di minori etc, ed il loro trattamento obbedisce ad una logica specifica, diversa da quella dell’impresa commerciale, essendo intimamente connessa al rispetto degli obblighi deontologici, primo fra tutti l’obbligo di garantire il segreto professionale ed al rapporto di fiducia che lega il professionista al suo cliente: proprio la non utilizzabilità per terzi dei dati, nel rapporto professionale, consente un adeguamento “ragionato”.

 

Learn More

GIORNATA DELLA LIBERA PROFESSIONE – GRATUITA PER I SOCI AIFI – 08 CREDITI ECM

IL FISIOTERAPISTA E LA LIBERA PROFESSIONE
ADEMPIMENTI, FISCALITA‘, RESPONSABILITA’, ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO E STRATEGIE COMUNICATIVE

 

Hotel Porta Maggiore
Piazza di Porta Maggiore, 25 – 00185 ROMA

09 GIUGNO 2018

ore 09:00 – 18:00
GRATUITO per i SOCI A.I.FI. (per i non iscritti: Euro 50,00)

AL TERMINE AVRA’ LUOGO L’ASSEMBLEA REGIONALE DI A.I.FI. LAZIO

8 CREDITI ECM

 

Learn More

Obbligatorietà del preventivo scritto nel trattamento fisioterapico

Dal sito aifi.net

Cambiamenti legislativi circa il preventivo di spesa e la sua indicazione al paziente

L’art. 1, comma 150, della Legge n. 124/2017 (ovvero la Legge annuale per il mercato e la concorrenza) ha modificato l’art. 9, comma 4, del Decreto Legge n. 1/2012, prevedendo che il preventivo di massima sul compenso debba essere reso al cliente

“in forma scritta o digitale”

La nuova disposizione di legge ha quindi innovato l’ordinamento solo per ciò che concerne la forma (scritta o digitale) che il preventivo deve avere. L’obbligatorietà per gli esercenti le professioni regolamentate di rendere un preventivo di massima al cliente era invece già stata introdotta dall’ art. 9, comma 4, del Decreto Legge n. 1/2012.
Tale disposizione statuisce, al comma 4, che la misura del compenso per le prestazioni professionali debba essere previamente resa nota al cliente, in forma scritta o digitale, con un preventivo di massima.

Il Codice Deontologico di A.I.FI. definisce anch’esso l’obbligatorietà di far conoscere al paziente il preventivo.
Art. 23 (ONORARIO PROFESSIONALE)

L’onorario professionale deve essere commisurato alla difficoltà, alla complessità e alla qualità della prestazione, tenendo conto delle competenze e dei mezzi impegnati.

Il Fisioterapista è tenuto a far conoscere preventivamente alla persona il suo onorario e ad acquisire il consenso sullo stesso, può, in particolari circostanze, prestare gratuitamente la sua opera purché tale comportamento non costituisca concorrenza sleale o illecito accaparramento di clientela.

Alla luce di quanto sopra, l’A.I.FI. consiglia ai fisioterapisti di non fermarsi ad un preventivo verbale ma di procedere con la forma scritta o digitale e di farla approvare dal paziente.

La conseguenza di un eventuale mancanza del preventivo si manifesterebbe nel caso di contestazione della prestazione o del suo ammontare, non potendo il fisioterapista dare prova dell’assenso del paziente.

 

Learn More

Regime dei Minimi: Cosa posso scaricare?

fonte: https://www.regimeminimi.com/cosa-scaricare-con-il-regime-dei-minimi/

Una delle domande più frequenti che riceviamo dai nostri lettori, riguarda questo argomento. Il motivo è semplice, per il contribuente questa è una questione molto importante, ne siamo consapevoli.

Per chi è novello di tematiche fiscali, chiariamo il significato del verbo scaricare quando è usato in ambito fiscale.
Il verbo scaricare, utilizzato in ambito fiscale, è ovviamente atecnico, ossia utilizzato dai neofiti e sostituisce il verbo, questa volta tecnico, dedurre.

Il significato, pur nella sua semplicità terminologica, assume grande importanza perché è fondamentale togliere dai ricavi conseguiti i costi inerenti all’attività.

Dopo questa premessa vediamo cosa scaricare con il regime dei minimi e quali sono le modalità da utilizzare.
E’ necessario introdurre il concetto di costi inerenti, che in questo contesto, indica che un costo è strettamente afferente all’esercizio dell’attività del contribuente in regime minimi.

Una delle domande più frequenti che riceviamo dai nostri lettori, riguarda questo argomento. Il motivo è semplice, per il contribuente questa è una questione molto importante, ne siamo consapevoli.

Per chi è novello di tematiche fiscali, chiariamo il significato del verbo scaricare quando è usato in ambito fiscale.
Il verbo scaricare, utilizzato in ambito fiscale, è ovviamente atecnico, ossia utilizzato dai neofiti e sostituisce il verbo, questa volta tecnico, dedurre.

Il significato, pur nella sua semplicità terminologica, assume grande importanza perché è fondamentale togliere dai ricavi conseguiti i costi inerenti all’attività.

Dopo questa premessa vediamo cosa scaricare con il regime dei minimi e quali sono le modalità da utilizzare.
E’ necessario introdurre il concetto di costi inerenti, che in questo contesto, indica che un costo è strettamente afferente all’esercizio dell’attività del contribuente in regime minimi.

Prima di esaminare cosa è possibile scaricare nel regime dei minimi, è necessario capire chi nel periodo d’imposta 2017, può ancora adottarlo.

Chi può adottare il regime dei minimi?

Dopo la modifica dei regimi fiscali 2015, il regime dei minimi può essere adottato nel 2017 soltanto per trascinamento.
Questo significa che possono adottarlo quei contribuenti che nel periodo d’imposta 2016:

sono ancora entro il quinto anno di attività;
pur avendo superato il quinto anno di attività hanno un’età anagrafica inferiore a 35 anni.

Coloro che ancora nel 2017, sono nel regime dei minimi, possono applicare una aliquota sostitutiva al 5% sulla differenza tra ricavi/compensi della propria attività e costi inerenti.
Prima di ogni altra considerazione, ricordati che tutti i ricavi ed i costi possono essere presi in considerazione soltanto se sono riscossi o pagati.

Questo principio è conosciuto come il principio di cassa.
Sulla stessa differenza, ricavi riscossi e costi pagati, si applicheranno le aliquote Inps, se dovute.
Vediamo quindi finalmente cosa scaricare con il regime dei minimi, analizzando le varie possibilità.

Cosa scaricare con il regime dei minimi

Il contribuente minimo, può scaricare tutte le spese che sono inerenti all’esercizio della sua attività.
Facciamo alcuni esempi per chiarire questo principio di inerenza.

Se eserciti l’attività di geometra, potrai scaricare tutte le spese di cartolibreria che necessita per l’ufficio.
Un classico esempio è rappresentato da libri tecnici, strumenti per misurazione delle distanze, spese per energia elettrica, riscaldamento, spese di condominio dove è situato l’ufficio, spese di un legale per un recupero di un credito, le spese del commercialista.

Non potranno però essere scaricate spese per vestiario, spese per i familiari ed altre voci non inerenti.

Spese per beni strumentali

Il contribuente minimo, per le spese dei beni strumentali, può scaricare le spese nei limiti indicati di seguito.
Sono totalmente deducibili le spese per beni strumentali, quali apparecchiature elettroniche e non, mobili e arredamento ai fini di svolgimento dell’attività di impresa, acquisto licenze, software.

Per altri beni strumentali, occorre fare delle considerazioni più mirate.
Ci stiamo riferendo a ai beni strumentali ad uso promiscuo.

Che cosa sono i beni ad uso promiscuo?
Sono beni strumentali, che possono essere utilizzati sia per l’esercizio di attività di impresa che per finalità ad essa estranee.

Facciamo un esempio per comprendere meglio il significato, pensiamo ad esempio all’utilizzo dell’auto.
L’automobile è deducibile al 50% nell’anno in cui si è sostenuta la spesa perché è proprio un bene ad uso promiscuo.

Tieni presente che i costi dei beni strumentali ad uso promiscuo e quelli relativi all’attività, sono soggetti ad un limite.
Questo limite massimo di spesa è pari a 15.000 € in 3 anni.

Il rispetto di questo requisito è condizione essenziale per l’adozione del regime dei minimi.
Nel caso si verificasse il superamento della soglia, rientriamo nella casistica che porta alla fuoriuscita dal regime dei minimi.

Spese di viaggio e trasferta

Prima di sapere quanto si può scaricare dalle spese di viaggio e di trasporto, dobbiamo capire che cosa sono.
Con questo termine si intendono i viaggi di lavoro.

Per essere qualificato come viaggio di lavoro, bisogna che l’imprenditore o il professionista possa dimostrare che nel luogo di destinazione, vi siano interessi imprenditoriali concreti per l’attività che lo stesso esercita.

Le spese di viaggio e trasferta effettuate dal professionista al di fuori del comune di residenza, sono deducibili nella misura del 100%.
Non sono invece deducibili dal reddito di impresa o da lavoro autonomo, le spese effettuate all’interno del comune che non siano riconducibili a spese di rappresentanza.
La spesa del viaggio, del ristorante e dell’hotel, per fruire della detrazione spesa, deve essere debitamente documentata con fattura indicante il codice fiscale del professionista e il dettaglio dei costi.

Detrazione spese auto 2015: bollo, assicurazione e manutenzione

Esaminato quale deduzione spetta all’acquisto dell’auto, analizziamo adesso la deduzione che spetta per tutte le spese riconducibili all’auto.
Nel regime dei minimi la detrazione spese auto quale carburante, manutenzione, bollo e assicurazione sono scaricabili per il 50% dei costi sostenuti.

Detrazione per spese abitazione ad uso promiscuo

Il contribuente nel regime dei minimi intestatario, usufruttuario, o inquilino con regolare contratto di locazione di una abitazione ad uso promiscuo può scaricare dalle tasse:

  • il costo dei canoni di affitto;
  • le spese condominiali;
  • le utenze di luce, acqua, gas.

Questo è possibile anche nel caso utilizzi l’abitazione in questione per l’esercizio dell’attività imprenditoriale o professionale.
Tali spese, possono essere portate in detrazione al 50%.
Detrazioni per i costi inerenti lo smartphone

Esaminata quale deduzione spetta all’acquisto dello smartphone quale bene strumentale, parliamo adesso delle spese per il suo utilizzo.
Anche per tali costi, il contribuente in regime minimi può portare in deduzione una quota degli stessi pari al 50%.
Per ulteriori informazioni leggi la nostra guida al regime dei minimi e il calcolo tasse nel regime dei minimi.

Learn More