Obbligatorietà del preventivo scritto nel trattamento fisioterapico

Dal sito aifi.net

Cambiamenti legislativi circa il preventivo di spesa e la sua indicazione al paziente

L’art. 1, comma 150, della Legge n. 124/2017 (ovvero la Legge annuale per il mercato e la concorrenza) ha modificato l’art. 9, comma 4, del Decreto Legge n. 1/2012, prevedendo che il preventivo di massima sul compenso debba essere reso al cliente

“in forma scritta o digitale”

La nuova disposizione di legge ha quindi innovato l’ordinamento solo per ciò che concerne la forma (scritta o digitale) che il preventivo deve avere. L’obbligatorietà per gli esercenti le professioni regolamentate di rendere un preventivo di massima al cliente era invece già stata introdotta dall’ art. 9, comma 4, del Decreto Legge n. 1/2012.
Tale disposizione statuisce, al comma 4, che la misura del compenso per le prestazioni professionali debba essere previamente resa nota al cliente, in forma scritta o digitale, con un preventivo di massima.

Il Codice Deontologico di A.I.FI. definisce anch’esso l’obbligatorietà di far conoscere al paziente il preventivo.
Art. 23 (ONORARIO PROFESSIONALE)

L’onorario professionale deve essere commisurato alla difficoltà, alla complessità e alla qualità della prestazione, tenendo conto delle competenze e dei mezzi impegnati.

Il Fisioterapista è tenuto a far conoscere preventivamente alla persona il suo onorario e ad acquisire il consenso sullo stesso, può, in particolari circostanze, prestare gratuitamente la sua opera purché tale comportamento non costituisca concorrenza sleale o illecito accaparramento di clientela.

Alla luce di quanto sopra, l’A.I.FI. consiglia ai fisioterapisti di non fermarsi ad un preventivo verbale ma di procedere con la forma scritta o digitale e di farla approvare dal paziente.

La conseguenza di un eventuale mancanza del preventivo si manifesterebbe nel caso di contestazione della prestazione o del suo ammontare, non potendo il fisioterapista dare prova dell’assenso del paziente.