“LIVE SURGERY” PER IL SUCCESSO RIABILITATIVO DELLA SPALLA POST CHIRURGICA

“LIVE SURGERY”
PER IL SUCCESSO RIABILITATIVO DELLA SPALLA POST CHIRURGICA

Nell’ambito delle attività di aggiornamento e in previsione di  un corso programmato dal titolo FRATTURE PROSSIMALI DI OMERO ED INSTABILITA’ DI SPALLA: DUE TEMI CALDI NELLA CLINICA DEL FISIOTERAPISTA” che si è tenuto oggi,in collaborazione con GIS GTM -Gruppo di Terapia Manuale,AIFI Lazio ha organizzato una giornata di “Live Surgery” presso il Concordia Hospital  di Roma centro d’eccellenza per la cura della spalla, grazie alla disponibilità del Dott. Di Giacomo.

In diretta, dalla sala Operatoria i partecipanti hanno avuto modo di condividere in pieno il lavoro del Chirurgo e la possibilità di approfondire e cogliere aspetti che determinano e costituiscono la base su cui modellare un protocollo riabilitativo di successo nel post chirurgico.

Il Dott. Di Giacomo ha esposto i casi clinici, ed esaurite le domande e curiosità ,i partecipanti ,hanno assistito in diretta,agli interventi chirurgici di protesi inversa di spalla,esiti di frattura di clavicola,esiti di frattura della testa dell’omero.
Durante l’intervento i fisioterapisti  hanno avuto la possibilità  di mettersi in contatto con il chirurgo tramite collegamento audio.

L’ esperienza è stata formativa anche per gli aspetti di anatomia e biomeccanica applicata.

Il Dr. Giovanni Di Giacomo è stato tra i primi Ortopedici a condividere le proprie esperienze professionali con i Fisioterapisti, ha sempre creduto infatti che il miglior risultato riabilitativo si ottiene grazie alla conoscenza approfondita di quanto avviene anche durante l’intervento chirurgico. Egli ritiene fondamentale che il Fisioterapista possa assistere alla fase chirurgica vera e propria, soprattutto quando trattasi di interventi complessi per far si che la fase riabilitativa possa essere condotta  con la massima possibilità di successo.

Fondamentale è  la comunicazione tra il chirurgo ortopedico e il fisioterapista, una comunicazione efficace non può che basarsi sull’esistenza di un vocabolario comune.