Libera Professione

Ordine: Atto Primo

Da oggi i Tecnici Sanitari di Radiologia medica hanno un ordine professionale nel quale confluiscono i collegi dei Tsrm e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione.

Si apre così un ampio panorama fatto di opportunità, confronto e cooperazione grazie al clima collaborativo tra il Ministero della Salute, i Tsrm e il Conaps.

Nella riunione di lunedì scorso sono state condivise sia le indicazioni per i Tsrm, che manterranno vive le loro rappresentatività e operatività all’interno dei neocostituiti Ordini, che quelle per le altre professioni, ponendo le basi del decreto ministeriale che istituirà gli albi, indicherà chi dovrà implementarli e fornirà gli elementi temporali da rispettare per arrivare, entro il marzo del 2021, all’elezione del primo Comitato centrale della nuova Federazione nazionale.

I rappresentanti delle professioni che afferiscono all’Ordine hanno già aperto il tavolo del confronto e della cooperazione: sabato 10 febbraio c’è stato l’incontro organizzato da Unid, oggi quello di Antel, sabato 24 e domenica 25 ci sarà quello organizzato dai Tsrm aperto ai rappresentanti di tutte le professioni sanitarie.

Quello che era un obiettivo statutario inseguito per decenni da AIFI oggi è una realtà da vivere con passione, responsabilità e competenza, nell’interesse dei professionisti che quotidianamente operano a favore delle persone assistite.

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COMUNICAZIONE DATI SISTEMA TESSERA SANITARIA

In merito all’inserimento dei dati Tessera Sanitaria per la compilazione del Modello 730 precompilato, ad oggi non si segnalano novità rispetto all’anno precedente.

I Fisioterapisti restano pertanto esonerati dall’adempimento.

Il Decreto MEF 1 settembre 2016 prevede che sono tenuti all’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria oltre alle aziende ed istituti di ricovero e cura, gli psicologi, gli infermieri, le ostetriche, i tecnici di radiologia nonché ovviamente i medici iscritti nei relativi Ordini Professionali.

Dal sito aifi.net

 

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Regime dei Minimi: Cosa posso scaricare?

fonte: https://www.regimeminimi.com/cosa-scaricare-con-il-regime-dei-minimi/

Una delle domande più frequenti che riceviamo dai nostri lettori, riguarda questo argomento. Il motivo è semplice, per il contribuente questa è una questione molto importante, ne siamo consapevoli.

Per chi è novello di tematiche fiscali, chiariamo il significato del verbo scaricare quando è usato in ambito fiscale.
Il verbo scaricare, utilizzato in ambito fiscale, è ovviamente atecnico, ossia utilizzato dai neofiti e sostituisce il verbo, questa volta tecnico, dedurre.

Il significato, pur nella sua semplicità terminologica, assume grande importanza perché è fondamentale togliere dai ricavi conseguiti i costi inerenti all’attività.

Dopo questa premessa vediamo cosa scaricare con il regime dei minimi e quali sono le modalità da utilizzare.
E’ necessario introdurre il concetto di costi inerenti, che in questo contesto, indica che un costo è strettamente afferente all’esercizio dell’attività del contribuente in regime minimi.

Una delle domande più frequenti che riceviamo dai nostri lettori, riguarda questo argomento. Il motivo è semplice, per il contribuente questa è una questione molto importante, ne siamo consapevoli.

Per chi è novello di tematiche fiscali, chiariamo il significato del verbo scaricare quando è usato in ambito fiscale.
Il verbo scaricare, utilizzato in ambito fiscale, è ovviamente atecnico, ossia utilizzato dai neofiti e sostituisce il verbo, questa volta tecnico, dedurre.

Il significato, pur nella sua semplicità terminologica, assume grande importanza perché è fondamentale togliere dai ricavi conseguiti i costi inerenti all’attività.

Dopo questa premessa vediamo cosa scaricare con il regime dei minimi e quali sono le modalità da utilizzare.
E’ necessario introdurre il concetto di costi inerenti, che in questo contesto, indica che un costo è strettamente afferente all’esercizio dell’attività del contribuente in regime minimi.

Prima di esaminare cosa è possibile scaricare nel regime dei minimi, è necessario capire chi nel periodo d’imposta 2017, può ancora adottarlo.

Chi può adottare il regime dei minimi?

Dopo la modifica dei regimi fiscali 2015, il regime dei minimi può essere adottato nel 2017 soltanto per trascinamento.
Questo significa che possono adottarlo quei contribuenti che nel periodo d’imposta 2016:

sono ancora entro il quinto anno di attività;
pur avendo superato il quinto anno di attività hanno un’età anagrafica inferiore a 35 anni.

Coloro che ancora nel 2017, sono nel regime dei minimi, possono applicare una aliquota sostitutiva al 5% sulla differenza tra ricavi/compensi della propria attività e costi inerenti.
Prima di ogni altra considerazione, ricordati che tutti i ricavi ed i costi possono essere presi in considerazione soltanto se sono riscossi o pagati.

Questo principio è conosciuto come il principio di cassa.
Sulla stessa differenza, ricavi riscossi e costi pagati, si applicheranno le aliquote Inps, se dovute.
Vediamo quindi finalmente cosa scaricare con il regime dei minimi, analizzando le varie possibilità.

Cosa scaricare con il regime dei minimi

Il contribuente minimo, può scaricare tutte le spese che sono inerenti all’esercizio della sua attività.
Facciamo alcuni esempi per chiarire questo principio di inerenza.

Se eserciti l’attività di geometra, potrai scaricare tutte le spese di cartolibreria che necessita per l’ufficio.
Un classico esempio è rappresentato da libri tecnici, strumenti per misurazione delle distanze, spese per energia elettrica, riscaldamento, spese di condominio dove è situato l’ufficio, spese di un legale per un recupero di un credito, le spese del commercialista.

Non potranno però essere scaricate spese per vestiario, spese per i familiari ed altre voci non inerenti.

Spese per beni strumentali

Il contribuente minimo, per le spese dei beni strumentali, può scaricare le spese nei limiti indicati di seguito.
Sono totalmente deducibili le spese per beni strumentali, quali apparecchiature elettroniche e non, mobili e arredamento ai fini di svolgimento dell’attività di impresa, acquisto licenze, software.

Per altri beni strumentali, occorre fare delle considerazioni più mirate.
Ci stiamo riferendo a ai beni strumentali ad uso promiscuo.

Che cosa sono i beni ad uso promiscuo?
Sono beni strumentali, che possono essere utilizzati sia per l’esercizio di attività di impresa che per finalità ad essa estranee.

Facciamo un esempio per comprendere meglio il significato, pensiamo ad esempio all’utilizzo dell’auto.
L’automobile è deducibile al 50% nell’anno in cui si è sostenuta la spesa perché è proprio un bene ad uso promiscuo.

Tieni presente che i costi dei beni strumentali ad uso promiscuo e quelli relativi all’attività, sono soggetti ad un limite.
Questo limite massimo di spesa è pari a 15.000 € in 3 anni.

Il rispetto di questo requisito è condizione essenziale per l’adozione del regime dei minimi.
Nel caso si verificasse il superamento della soglia, rientriamo nella casistica che porta alla fuoriuscita dal regime dei minimi.

Spese di viaggio e trasferta

Prima di sapere quanto si può scaricare dalle spese di viaggio e di trasporto, dobbiamo capire che cosa sono.
Con questo termine si intendono i viaggi di lavoro.

Per essere qualificato come viaggio di lavoro, bisogna che l’imprenditore o il professionista possa dimostrare che nel luogo di destinazione, vi siano interessi imprenditoriali concreti per l’attività che lo stesso esercita.

Le spese di viaggio e trasferta effettuate dal professionista al di fuori del comune di residenza, sono deducibili nella misura del 100%.
Non sono invece deducibili dal reddito di impresa o da lavoro autonomo, le spese effettuate all’interno del comune che non siano riconducibili a spese di rappresentanza.
La spesa del viaggio, del ristorante e dell’hotel, per fruire della detrazione spesa, deve essere debitamente documentata con fattura indicante il codice fiscale del professionista e il dettaglio dei costi.

Detrazione spese auto 2015: bollo, assicurazione e manutenzione

Esaminato quale deduzione spetta all’acquisto dell’auto, analizziamo adesso la deduzione che spetta per tutte le spese riconducibili all’auto.
Nel regime dei minimi la detrazione spese auto quale carburante, manutenzione, bollo e assicurazione sono scaricabili per il 50% dei costi sostenuti.

Detrazione per spese abitazione ad uso promiscuo

Il contribuente nel regime dei minimi intestatario, usufruttuario, o inquilino con regolare contratto di locazione di una abitazione ad uso promiscuo può scaricare dalle tasse:

  • il costo dei canoni di affitto;
  • le spese condominiali;
  • le utenze di luce, acqua, gas.

Questo è possibile anche nel caso utilizzi l’abitazione in questione per l’esercizio dell’attività imprenditoriale o professionale.
Tali spese, possono essere portate in detrazione al 50%.
Detrazioni per i costi inerenti lo smartphone

Esaminata quale deduzione spetta all’acquisto dello smartphone quale bene strumentale, parliamo adesso delle spese per il suo utilizzo.
Anche per tali costi, il contribuente in regime minimi può portare in deduzione una quota degli stessi pari al 50%.
Per ulteriori informazioni leggi la nostra guida al regime dei minimi e il calcolo tasse nel regime dei minimi.

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FAQ – Assicurazione – L’Assicuratore Risponde

La Polizza RC in convenzione per i soci AIFI è retroattiva? Se, si per quanti anni?

, è pregressa e postuma 10 anni.

N

Sono coperti dall’assicurazione anche i trattamenti su accesso diretto (senza prescrizione)?

Se questa attività fa parte del profilo professionale è certamente garantita e coperta.

i

Dove trovo i dettagli di copertura della polizza?

Sono previste franchigie?

No, nessuna franchigia per danni ai pazienti.

La polizza mi copre anche se svolgo sia lavoro dipendente (ad esempio part-time) che autonomo?

Certo. La polizza copre il professionista a prescindere dal tipo di rapporto di lavoro in essere.

Come posso contattare la sede dell’Assicurazione?

Rispondono al telefono 010/565582 dal lun al venerdì o via mail all’indirizzo polizzeaifi@gmail.com

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Il Jobs Act spiegato per il Fisioterapista Libero Professionista

Dal sito AIFI Nazionale

Lo scorso 17 maggio, il Senato della Repubblica ha approvato, in via definitiva, il D.D.L. 2233-B recante “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”.

Il provvedimento, meglio noto, come “Jobs Act del lavoro autonomo”, non ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, inerisce il lavoro autonomo disciplinato nel nostro ordinamento dal codice civile, seppur nella sola prima parte in quanto il successivo è relativo al c.d. “lavoro agibile”.

Per capire meglio di cosa si tratta abbiamo chiesto al nostro commercialista, il dottor Cantisani, di spiegarci meglio i punti che possono interessare ai soci liberi professionisti.

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Congedo maternità paternità lavoratori autonomi

fonte guidafisco.it

Congedo maternità paternità 2017 autonomi: L’Inps con una recente circolare, datata 11 luglio 2016, ha provveduto a recepire e rendere nota la modifica introdotta da uno dei decreti attuativi del Jobs Act, in tema di maternità e paternità.

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